A caver macchie di panni d'oro, di seta, di lana, di lino, di ciambellotto, e d'ogn'altra cosa.

Piglia i piedi davanti d'un castrato, e abbruciali molto bene, e poi serba quella polvere, e quando viene il bisogno di adopererla a levar la macchia, distendi il drappo sopra d'una tavola, e bagnala un pochetto con acqua chiara, dove Ŕ la macchia, e mettevi sopra di quella polvere d'ossa bruciate, che sia sottilissima, e falle seccare al sole, poi ribagna, e risecca pi¨ volte: e in ultimo lavale con acqua chiara, e stacca via bene la polvere, e ogni cosa, e n'uscirÓ la macchia, e resterÓ nettissima e bella. Et il medesimo si potrÓ fare col fele di Bove, ma bisogna lavarlo poi con acqua.


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Questa pagina è stata curata da Marco Moraccini, con la collaborazione di sua moglie Anna Satti e della figlia Serena Eva


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